Maratona di Latina 2016

Latina, 18 dicembre 2016.

Finalmente la Maratona di Latina! La inseguo da qualche anno, è collocata temporalmente in un periodo a me favorevole e geograficamente a due passi da casa, gode di scarso appeal tra i top runners ed è poco pubblicizzata ma porta le stimmate di un passato importante – nel 2004 è stata l’undicesima Maratona italiana per atleti classificati – che rivendica con orgoglio e che ambisce a rinverdire in breve tempo. Dopo otto anni di esilio a Sabaudia, la Maratona torna nella città pontina e propone un tracciato che in parte ricalca quelli della 30 km “MareLago delle Terre Pontine” e della “Mezza Maratona di Latina”: un pò anonimo in uscita e in entrata in città ma bellissimo quando si siluppa lungo la strada che fende mare e lago, regalando una vista impareggiabile sul promontorio del Circeo e scorci da cartolina di macchia mediterranea, oasi impareggiabile per la specie animale che vi alberga silenziosa ed immobile, in perfetta simbiosi con il contesto.
La marcia di avvicinamento non è stata delle più agevoli: lo spostamento della Maratona dal 4 al 18 dicembre (con conseguente modifica in corsa del piano allenamenti), l’incertezza ed i dubbi sul percorso di gara (sciolti soltanto in occasione della conferenza stampa di presentazione, il martedì precedente alla gara), un devastante virus intestinale che mi ha messo al tappeto dieci giorni prima dell’evento, la notte della vigilia alquanto tribolata… e poi “Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette!“! Un quadro apocalittico in cui ogni cosa sembra congiurare contro la partecipazione alla mia diciassettesima Maratona, eppure mi presento regolarmente all’appuntamento in Piazza San Marco con il collega e amico Carlo, pronti e decisi a battagliare contro il crono e a conquistare la preziosa medaglia. Sarà la prima volta in cui correrò una Maratona in coppia e la nuova esperienza mi incuriosisce molto: l’affiatamento con Carlo è consolidato dal tempo e da allegre pause pranzo, inoltre condividiamo l’obiettivo di fare anche soltanto pochi secondi sotto i 199 minuti, un tempo che per Carlo costituirebbe il nuovo PB e per me una prestazione con cui chiudere felicemente un 2016 esaltante, grazie ai PB in Maratona e sulla km 30.
La giornata è bellissima e perfetta per una gara così impegnativa: la temperatura percepita si attesta sui 4° C ma il sole è alto e sufficientemente caldo per stiepidire l’aria e l’immancabile vento della costa è ridotto a una leggera brezza che non infastidisce più di tanto… ore 9:30, si parte! I primi tre chilometri si sviluppano all’interno del centro città, già frequentato da venditori di dolciumi e degli articoli natalizi più disparati; qualche passante particolarmente mattiniero dà un’occhiata distratta, qualcun altro accenna un timido applauso o un incitamento al personam, se scorge un conoscente in mezzo al gruppo di podisti ancora compatto. Dopo i primi 10 chilometri siamo perfettamente in linea con il nostro obiettivo, viaggiamo senza affanno alla media di 4’42” /km e con la sua verve comica e brillante Carlo riesce a rendere persino divertenti i due infiniti e noiosi rettilinei che vanno dal settimo (Borgo Isonzo) al diciassettesimo chilometro, quando approdiamo finalmente a Foce Verde. Ora inizia il lungomare e con esso la parte paesaggistica più suggestiva del percorso,  il sole è sempre più alto e irradia tutto ciò che possiamo raggiungere con lo sguardo: al km 19 transitiamo a Capo Portiere con un passo ancora spedito e disinvolto che viene confermato dal riscontro cronometrico (4’43” /km). Ci sono altri quattro chilometri incantevoli da percorrere tra le dune ed il parco di Fogliano, da una parte la superficie del mare che brilla sotto i raggi del sole, sullo sfondo il Circeo ed in primo piano alcune persone a cavallo lungo la spiaggia, dall’altra lo specchio d’acqua del lago sorvolato da stormi di volatili che si perdono nella folta vegetazione del parco. Spettacolo meraviglioso ma percorso che, fino all’arrivo a Rio Martino (km 23), presenta una leggera e costante salita nel corso della quale Carlo comincia ad accusare un pò di stanchezza, il passo perde di brillantezza ed il ritmo sale oltre 5′ /km; nulla è compromesso in termini di andatura, ma lo sforzo per mantenere il passo presenterà purtroppo il conto da qui a poco. Il colpo di grazia lo danno i tre chilometri di attraversamento del parco, il tracciato è sterrato e trionfano sassi e radici: quando al 28° chilometro siamo di  nuovo sulla litoranea, il compagno di viaggio non riesce più a reagire e subentra anche un cedimento totale della concentrazione. In queste occasioni è quasi inevitabile il ritiro, ma guai a parlargliene! Andiamo avanti insieme mettendo un chilometro dietro l’altro con parziali inusuali (alcune volte oltre i 6′), fino al chilometro 36 quando, ormai certo che raggiungerà il traguardo anche senza il mio aiuto, raccolgo l’invito ad andare avanti per conto mio e procedo accelerando quanto basta per sciogliere un pò i muscoli. Gli ultimi chilometri sfiorano il paradosso: tra auto che si inseriscono lungo il percorso, persone che dalle loro abitazioni ci invitano con modi decisamente poco urbani a dedicarci ad altro e la totale assenza di segnalazioni per seguire correttamente il tracciato, sembra quasi impossibile arrivare incolumi al traguardo… eppure ce la facciamo, io chiudo in 3 ore e 33 minuti e Carlo circa 9 minuti più tardi, a testimonianza di cosa siano stati per lui quegli ultimi chilometri… l’applauso più grande va tributato proprio agli atleti che si rendono protagonisti di queste imprese!

Sintetico resoconto finale sull’organizzazione della Maratona di Latina: il percorso, in buona parte meraviglioso, è abbastanza muscolare ma non da personal best; il pubblico è scarso ma molto caloroso negli ultimi metri prima del traguardo, i volontari sono molto collaborativi e gentili ed i ristori sono sufficienti. Il pacco gara è più che dignitoso (appena 10 euro!) mentre la medaglia è piuttosto anonima (comunque è pur sempre la medaglia di una Maratona! ), ma il vero aspetto negativo è costituito dalla pessima gestione della chiusura al traffico e dalla scarsa (se non inesistente) segnalazione del percorso in alcune parti, in particolar modo negli ultimi chilometri. Il potenziale c’è e la sensazione è che se verrà fatto tesoro degli errori di questa edizione, il sogno di riproporre Latina nel gotha delle Maratone italiane potrà diventare ben presto realtà!

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