MareLago delle Terre Pontine 2016

Latina, 23 ottobre 2016.

Quindici giorni dopo la Maratona di Chicago eccomi sulla linea di partenza della km 30 “MareLago delle Terre Pontine”, fortemente motivato a bissare la buona prestazione dello scorso anno ed a ritoccare il mio miglior tempo sulla distanza. Da Chicago al Lido di Latina, due mondi diametralmente opposti: l’immenso parco giochi, il rutilante mondo metropolitano, l’apoteosi di luci, colori e suoni lascia il posto al trionfo della natura, al rumore del silenzio e della pace, ai ritmi blandi, quasi indolenti degli abitanti del mare, del lago e del parco. Qua nelle giornate serene tutto si tinge di azzurro (come nell’edizione dell’anno scorso) e gli specchi d’acqua diventano un secondo cielo sotto la linea dell’orizzonte, mentre in quelle uggiose (come oggi) lago e mare assumono un colore da tregenda, grigio ed opaco, sul quale la lussureggiante flora del Parco del Circeo tenta vanamente di vedere riflessa la propria immagine, mentre l’osservatore viene catapultato nell’ambientazione di un romanzo fantasy: due vesti diverse di un luogo sempre incantevole.
Capo Portiere e la suggestiva litoranea che si frappone tra il lago di Fogliano ed il mare per qualche ora tornano a brulicare di persone semisvestite e festanti come nella stagione estiva, ma questa volta pronte a cimentarsi in una gara tosta, diversamente pianeggiante – piccola bugia degli organizzatori, peraltro autori di un ottimo lavoro come sta a testimoniare il numero di podisti, quasi raddoppiato rispetto alla 1^ edizione – e muscolare, con i circa sette chilometri di sterrato, erba e ghiaia, che si snodano all’interno del Parco Nazionale del Circeo.
La partenza è fissata alle 9:30 e le condizioni metereologiche e ambientali sono ideali, il cielo è coperto ma non piove, la temperatura è fresca ma il vento è appena percettibile e, per quanto concerne la mia condizione fisica, ho smaltito in fretta le tossine della Maratona di due settimane fa per cui godo di buona salute atletica e mentale: i primi 10 chilometri chiusi in 4’32” /km ne sono la cartina di tornasole, la giornata è favorevole e mi diverto a sentire le gambe rispondere toniche e brillanti quindi provo ad accelerare ulteriormente, aggancio due ragazzi che viaggiano a 4’30” /km e tengo il loro ritmo fino all’ingresso del parco, poco dopo il km 16, quando uno dei due cede il passo e l’altro decide di continuare con l’amico. Lo sguardo infastidito e interrogativo delle bufale (colte di sorpresa nel pieno della loro attività preferita, poltrire una vicina all’altra sfiorandosi con le code ciondolanti) e quello beffardo delle numerose specie di volatili (correte pure quanto volete, noi voliamo liberi, leggeri e irraggiungibili) accompagnano l’incedere adesso leggermente rallentato, a causa della natura del tracciato. Al km 20 transito in 4’34” /km, ancora fresco di gambe e di testa, divertito ed entusiasta, con l’unico cruccio che se pur in buona forma non potrò mai raggiungere gli amici pennuti… di certo dopo questa gara raggiungerò lo stato di totale rilassamento delle amiche bufale! Al km 24 esco dal parco con la netta sensazione che l’obiettivo di abbattere il PB sia molto vicino anche perché ora il percorso è di nuovo su asfalto e, nonostante presenti una salita di circa due chilometri da non sottovalutare, riesco a spingere euforico senza mollare un secondo sul ritmo. Gli ultimi quattromila metri si sviluppano lungo la suggestiva litoranea, ora sfiorata da un pallido sole che si fa spazio a fatica tra le nuvole, forse curioso di sapere come andrà a finire questa gara, dura e bellissima: taglio il traguardo stabilendo il mio nuovo primato personale in 2:16’40”, 4’32″/km, tra l’applauso convinto e sincero del (poco) pubblico presente. Grande soddisfazione e… grande fame: dopo il personal best sui 30 chilometri, mi produco in una performance altrettanto memorabile consumando bruschette e pasta a tempo di record.
Cosa aggiungere di più? Senz’altro un ringraziamento agli organizzatori, uno ai volontari sempre disponibili, uno alle bufale e ai volatili per l’involontaria compagnia; unico neo la scarsa presenza di pubblico (affluito quasi esclusivamente in zona partenza/arrivo), una cornice non adeguata ad una gara che ha fatto registrare grandi progressi rispetto alla prima edizione, sia in termini di numero di partecipanti che in quanto a presenza di atleti di medio/alto livello.
Al prossimo anno!

Be the first to comment

Leave a Reply