Roma by night Run 2016

Roma, 26 agosto 2016.

RomaByNightRun2016E’ la più classica delle serate di agosto, Roma è bellissima per chi sta godendo di un periodo di vacanza un pò meno per chi invece è costretto alla vita di sempre, anche se ritmi, traffico e lavoro sono decisamente più umani rispetto al consueto. Anche oggi il caldo è inesorabile ma, appena il sole si eclissa dietro il Cupolone, il ponentino vince la sua eterna battaglia con lo scirocco, l’aria diventa più respirabile e l’appuntamento serale con la primavera dei sensi si rinnova magicamente: lo sguardo può finalmente riempirsi dell’incanto della città, l’udito può godere di un silenzio inusuale su cui si adagia il fruscio delle chiome dei platani, nuovi profumi pervadono vicoli e piazze cancellando per qualche ora il veleno dei gas di scarico. In notti come questa Roma diventa irresistibile, una dea ammaliatrice alla quale abbandonarsi totalmente, la quintessenza della meraviglia…
un contesto unico in cui, da due anni a questa parte, è stata calata la “Roma by night Run”, una Mezza Maratona che si sviluppa lungo il Tevere, ne segue il corso e ne asseconda le anse salvo poi allontanarsi per pochi chilometri in direzione dei quartieri Prati-Della Vittoria (nella prima metà del tracciato) e Pinciano (nella seconda). Siamo nel cuore della città, soprattutto siamo nei luoghi della mia infanzia, adolescenza e gioventù e, nonostante li frequenti ancora abbastanza assiduamente, ogni volta che ci torno o semplicemente li ricordo non riesco a nascondere la nostalgia. Ma al netto dei sentimentalismi questa gara rappresenta un vero e proprio spartiacque della mia stagione agonistica: è il primo test probante che mi darà delle risposte importanti e definitive, in un senso o nell’altro, dall’esito delle quali imposterò il programma autunnale e pianificherò le Maratone in cui gareggiare. Una prestazione di discreto livello, accompagnata da buone sensazioni, restituirebbero la fiducia e la convinzione venute un pò meno durante gli allenamenti estivi, portati a termine con fatica e con qualche remora sull’opportunità di gareggiare sin dall’inizio di ottobre… già, ma come rinuciare alla Major di Chicago del 9 ottobre dopo la “convocazione” ed aver saputo di essere stato inserito in Corral B (la seconda di 10 griglie)? Poco importa che non abbia una preparazione specifica per questo tipo di gare e che manchi da due anni dalla distanza dei 21 km (l’ultima volta fu proprio in occasione della 1^ edizione di questa Mezza notturna), posso sfruttare il percorso di gara per provare il ritmo Maratona, se possibile anche qualcosa meno di 4’40” /km. E poi c’è Michele, il nipote i cui miglioramenti sono tanto eclatanti quanto non prevedibili per il futuro, supportato com’è da qualità fisiche importanti ed una determinazione non comuni per un ragazzo della sua età.
Terminate le mie infinite elucubrazioni eccomi finalmente sul Ponte della Musica, luogo da cui la kermesse ha inizio, avrà fine e intorno alla quale tutto si consuma: il ritiro del pettorale, lo scambio di saluti, chiacchiere, impressioni e battute, fino al ristoro finale. Compreso, ovviamente, il piacevolissimo incontro con Michele. Rispetto a due anni fa mi sembra che il numero di partecipanti sia leggermente aumentato ma le (poche) novità le scoprirò soprattutto lungo il percorso che quest’anno sfrutta maggiormente la ciclabile parallela al fiume, la cui posizione favorisce la presenza di sparuti drappelli di tifosi tra i quali scorgo un amico superMaratoneta: il gladiatorio Armando mi dedica un personale e calorosissimo incitamento sia al 7° che al 18° chilometro, fomentandomi non poco… mille grazie, InfernettoRunning!
Parto subito con un buon ritmo, sempre più frequentemente mi imbatto in podisti che al via dello starter si lanciano come in una 100 metri e, nonostante il mio obiettivo sia quello di chiudere in progressione, non riesco a mordere il freno più di tanto; il resto lo fanno le strade di casa, la felicità di rinnovare a distanza di tanti anni quelle corse sfrenate per le vie di quartiere, quando calciavo il pallone all’incrocio dei pali del portone di un palazzo inizio ‘900, immaginando un boato di esultanza che al risveglio dal sogno svaniva surclassato dagli improperi dei residenti. Il pieno di emozioni e gioia lascia presto spazio alla consapevolezza di una buona tenuta, a metà gara viaggio inaspettatamente ad un’andatura di 4’31” /km, decisamente molto meglio di quanto mi aspettassi. Ora posso affrontare con serenità e fiducia la parte di percorso che mi piace di meno, quella in cui mi allontano “da casa“ in direzione nord ed il tracciato diventa leggermente più impegnativo: la zona dell’Acqua Acetosa piuttosto isolata, una brusca sterzata, il biscotto che introduce alla seconda metà gara, la salita della Moschea e alcuni metri letteralmente al buio… male, brutto e molto pericoloso per le articolazioni. Per fortuna nessuna conseguenza, anzi percepisco che lo stato di grazia non tende a scemare e decido di alzare ancora un pò il ritmo; dopo il passaggio attraverso il Villaggio Olimpico e di fronte all’Auditorium, il ritorno su Lungotevere è l’occasione per spingere ulteriormente e chiudere tra gli applausi dei presenti all’ingresso del Ponte della Musica.
Gara chiusa in 1:34’19” (4’28” /km), 153° assoluto su 1.108 atleti classificati, con un incoraggiante negative split di 8 minuti: se da questo test attendevo una risposta, non potevo aspettarmi di meglio. Manca ancora qualcosa, ma non devo attendere più di tanto… la serata è sugellata dal nuovo, grandissimo risultato di Michele che chiude la sua Mezza in 1:38’07”: ottimo tempo, per chi di tempo ne ha ancora tantissimo!

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