Triumphs and Laments

triumphs lamentsDa aprile 2016 Piazza Tevere ed i suoi cinquecentocinquanta metri di ciclabile tiberina che si sviluppano tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini – teatro di allenamenti quotidiani di pallidi runners metropolitani , compreso il sottoscritto – sono dominati da “Triumphs and Laments”, gigantesca installazione murale dell’artista William Kentridge. La tecnica utilizzata, che ricorda molto da vicino quella degli stencil al negativo, tanto cara ai bambini nell’esercizio delle prime espressioni artistiche, consiste nella rimozione della patina biologica dal travertino dei muraglioni in modo da lasciare impresse enormi immagini di altrettanto grandi vittorie e sconfitte, susseguitesi nella storia della Città Eterna sin dai tempi mitologici.
Correre al cospetto di tanta grandezza – senza alcun riferimento alle dimensioni delle scene, un dettaglio comunque tutt’altro che trascurabile – carica il gesto atletico di un significato particolare, lo rende magnifico e al contempo infinitamente piccolo e invita all’annosa riflessione sulla caducità delle grandi vittorie e sull’irrilevanza delle sconfitte più cocenti, perfetta e sin troppo abusata metafora della vita di un uomo e ancor più di un podista. Inevitabilmente, u
n giorno lontano gli agenti inquinanti cancelleranno in via definitiva trionfi e lamenti, intanto oggi l’imponente carosello di scene trionfa sullo scellerato tentativo di amministratori e politici di oscurarlo con la barriera di gazebo e bancarelle che ci propone l’estate romana… io corro e respiro, per oggi, aria di vittoria.

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