Maratona di Roma 2016

Roma, 10 aprile 2016.
MaratonaRoma2016…e poi c’è la Maratona di Roma. D’accordo, bellissime e inebrianti le Marathon Majors in giro per il mondo, le gare in notturna, nel deserto, nella tundra, nei luoghi e nelle condizioni metereologiche più disparate; impegnative e divertenti le corse verticali, quelle a tappe, quelle su pista; faticose e suggestive le competizioni in altura ed i trial… ma poi c’è la Maratona di Roma. La Maratona di Roma annulla tutto, destruttura il significato ed il concetto di gara regina per ricomporlo in regina delle gare, toglie il respiro e cancella il tempo, giganteggia sulla piccolezza della condizione umana e trasmette la forza e l’immensità di una storia millenaria. Semplicemente unica, distrugge il consueto delirio da onnipotenza semantica al punto che non posso non andare in deroga sulla mia conclamata vena logorroica.
Questa volta non mi avventurerò oltre: per le infinite e immortali bellezze e suggestioni di una città impareggiabile, rimando al racconto della mia precedente partecipazione (aprile 2013) allorché, travolto dall’entusiasmo di correre la Maratona di casa, mi avventurai in un goffo ed imbarazzante tentativo di descrivere il tumultuoso ginepraio di emozioni; per la condotta di gara posso soltanto ammettere una totale incapacità nella gestione dei chilometri – forse il mio punto di forza nelle precedenti 14 Maratone -, travolto com’ero dall’emozione di vivere in simbiosi con la mia città, molto più che dalla stanchezza di due notti trascorse pressochè insonni; per le sensazioni e le emozioni, infine, posso soltanto invitare i Maratoneti che non l’abbiano ancora fatto a gareggiare tra i fasti e le rovine della Città Eterna almeno una volta nella loro vita agonistica… si rammaricherebbe di non avervi partecipato persino Filippide, se soltanto fosse sopravvissuto dopo la sua folle corsa per annunciare la vittoria sui Persiani ed avesse conosciuto la strada per Roma.
Per inciso, chiudo la mia quindicesima Maratona in 3:20’29” (4’45” /km), oltre 7 minuti in meno rispetto a tre anni fa. Grande soddisfazione giunta appena un mese e mezzo dopo la Maratona-capolavoro delle Terre Verdiane, peccato soltanto per quei 29 secondi di troppo che hanno interrotto una serie di 5 Maratone chiuse under 200’… chissà se ho rallentato più del necessario alla vista del Cupolone o al cospetto dei familiari che incitavano a squarciagola all’altezza della Mezza, se ho giggioneggiato eccessivamente con gli stranieri che tifavano assiepati in Piazza di Spagna e Piazza Navona trasformandole in catini di immensa passione o se ho tergiversato oltremodo nel rispondere al cinque dei bambini…
Emozioni impareggiabili, che non hanno prezzo o forse sì: 29 secondi di troppo per gareggiare lungo i 42 chilometri ed i 2000 anni della Città Eterna.

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