Tevere in piena

A Roma ce pioveno li goccioloni… l’espressione, tipicamente romana, sintetizza perfettamente il fenomeno estemporaneo dei rovesci temporaleschi che violano, fortunatamente di rado, il clima mediterraneo e assolutamente invidiabile della Città Eterna. Si tratta di acquazzoni improvvisi, violenti e molto scenografici ma quasi sempre isolati per cui non eccessivamente dannosi, a meno che… non ci si alleni lungo la pista ciclabile che costeggia il Tevere!

Reduce dalla fantastica Maratona delle Terre Verdiane corsa appena 48 ore fa, esco per una sgambata defaticante nel cuore di Roma, lungo un percorso che da poco ho aggiunto ai miei circuiti di allenamento grazie alla vicinanza al luogo di lavoro: a Roma gli ultimi giorni ce sò piovuti li goccioloni ed il fiume è molto gonfio, così per la prima volta porto con me uno smartphone per mandare ai posteri alcuni secondi di una scenografia da day after. Circa 700 metri per raggiungere Ponte Sublicio e scendere la rampa che porta sulla ciclabile Tiberina, altri 400 per passare sotto Ponte Palatino (il “ponte inglese” per la gente dell’Urbe), scorgere sulla destra l’Isola Tiberina baciata dal sole e, sullo sfondo, le tre meravigliose arcate di Ponte Cestio, dopodichè.. ecco lo scenario che si apre alla mia vista

Adesso, se ne hai voglia, prova ad indovinare in quale modo è proseguita la sgambata:

  1. ho guadato il fiume supportato da un team di palombari ciclisti;
  2. in preda a delirio di onnipotenza, ho provato a camminare sulle acque con il risultato di essere miracolosamente ripescato dal suddetto team di palombari ciclisti;
  3. ho fatto mestamente marcia indietro, sconfitto dalla paura e umiliato dall’impotenza;
  4. ho banalmente approfittato di un passaggio rialzato di circa un metro rispetto alla ciclabile, raggiungibile attraverso pochi gradini e, probabilmente, creato proprio allo scopo.

Ai vincitori andrà il campanello che i valorosi palombari ciclisti utilizzano per segnalare la propria presenza durante le loro epiche gesta.

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