I “numeri” del 2015

E’ l’alba del nuovo anno, ma ancora non riesco a vedere il tramonto del mio meraviglioso 2015… mandare agli archivi quelle quattro favolose Maratone, mettersi alle spalle le gioie e le emozioni vissute, limitare ad una manciata di byte il ricordo dei sorrisi, delle smorfie, degli abbracci di amici ed avversari ed i brividi e le emozioni che la gente mi ha lasciato in dote, è compito arduo e soprattutto manca la volontà di farlo. E’ stato un anno straordinario e, con tutta probabilità, irripetibile, un anno vissuto di corsa (e qua non ci azzeccano per niente le nevrotiche, frenetiche giornate metropolitane), con la corsa e per il piacere di correre, pianificato e programmato in ogni particolare, salvo poi personalizzare tabelle e tabelline con uscite estemporanee soltanto per sentire una volta di più il vento sulla faccia, che fosse scirocco o tramontana poco importa.
E’ stato l’anno della “decima” Maratona, che poi è diventato l’anno dell’undicesima, della dodicesima e della tredicesima; l’anno dei primati personali, con i 3 migliori tempi sulla distanza regina; l’anno dell’en-plein, con 4 Maratone corse tutte sotto ai 200 minuti; ma anche l’anno del maggior numero di chilometri corsi in allenamento (1994,96), della distanza media maggiore (km 12,78) e della velocità media migliore (12,8 km/h, ovvero 4’40” /km). E’ stato anche l’anno di due belle gare dalle distanze ormai non più inedite, i 33 chilometri della “Ascoli-San Benedetto” e i 30 della “MareLago delle Terre Pontine” e quello di un ritorno al primo amore, la 10.000 metri di casa (“Giro del Ferro di Cavallo“) tosta e divertente, chiusa in 40’32”, 21° assoluto. Velocità e resistenza, gioia e fatica, uscite brevi e lunghissime, ma soprattutto la matrice comune nonché la vera ragione ispiratrice: il divertimento

Di seguito l’esercizio meno poetico ma più significativo per riassumere il mio 2015 agonistico, la sintesi:

   •  2.237,09 chilometri percorsi (77 in meno dello scorso anno, 111 in più della media annuale);
   •  175 ore, 03 minuti e 11 secondi di corsa;
   •  175 uscite. Nel dettaglio:
         o  7 gare (per un totale di 242,13 chilometri) suddivise in
               s  4 Maratone
               s  1 km 33,35
               s  1 km 30
               s  1 km 10
         o  168 allenamenti (per un totale di 1.994,96 chilometri)
   •  PB in Maratona: 3h11’35”, Padova, 19 aprile;
   •  secondo miglior tempo in Maratona: 3h16’20”, Terni, 15 febbraio;
   •  terzo miglior tempo in Maratona: 3h18’02”, Pisa, 20 dicembre;
   •  4 Maratone su 4 sotto ai 200′, tempo medio 3h16’40”;
   •  maggiore distanza media annuale: km 12,78;
   •  migliore velocità media annuale: 4’40” /km.

Ultimi numeri per le Mizuno Wave Rider, compagne sicure e affidabili di questo viaggio lungo le strade del 2015. Da inizio anno fino a tutto luglio ho alternato un paio di Wave Rider 16 e due paia di 17, dall’inizio di agosto hanno fatto la loro entrata in scena un primo paio di 18 alternate ancora per un paio di mesi con le 17 e, dal 13 ottobre, con un secondo paio che sono già “sgonfie”… e allora sotto con nuovi battistrada, numeri, statistiche, medaglie e pettorali fanno parte del passato e la strada da percorrere è ancora tantissima, almeno finché fisico e spirito rimangono inalterati: il resto lo fa il divertimento, immancabile ogni volta che indosso canotta e calzoncini, sotto il sole o la pioggia non fa differenza.
Felicissimo 2016 e buone corse a tutti!

8 Commenti

  1. Grazie, Francesco!
    Vorrei tanto anche io che fosse un punto di partenza, ma temo che non potra esserlo per obiettivi particolarmente ambiziosi… sicuramente lo sarà per tanto, nuovo divertimento!
    Buon anno e buone corse e, visto che manca ormai pochissimo, in bocca al lupo per la Gran Canaria Maraton!

  2. Grazie, Mariano!
    In realtà mi impongo di registrare, sia perché di animo anarchico, sia perché la mia mente è costantemente tra le nuvole… nonostante l'età! Così finisce spesso che mando all'aria tutto, un pò per ribellione un pò per vedere l'effetto che fa… ma le Mizuno Wave Rider sono un punto fermo (anche se le suole sono una sorta di calamita per i sassi)!

  3. Andrea, che numeri! Ammiro la tua capacità di registrare. Io proprio non ne sono capace. Cambio sempre programmi, strade, orari… Faccio lo zapping della corsa. Ma una cosa abbiamo in comune: le Mizuno Wave Rider! 😉

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