Maratona di Venezia 2015

Venezia, 25 ottobre 2015.

 Questa volta è veramente difficile. Raccontare Venezia e la sua Maratona senza cadere nella retorica, evitando di trasformare le emozioni nelle consuete, stucchevoli parole melensi è compito decisamente arduo, così come lo è il tentativo di eludere l’infinita serie di luoghi comuni che da sempre la accompagnano. Quindi niente canali, ponti e gondole – ormai affiancati da trollies e selfies, estensioni onnipresenti, rumorose e particolarmente scomode nell’angusto contesto della Serenissima – e spazio al racconto di una gara spaccata in due, una prima metà tranquilla e scorrevole, persino veloce, una seconda più impegnativa che culmina con i tre chilometri finali nel cuore della città, tanto emozionanti quanto duri.
Il sabato che precede una Maratona è quasi sempre sinonimo di rilassanti ore in treno, ma la particolare natura della città implica un supplemento di viaggio a bordo dell’immancabile vaporetto: alle 18 l’attracco al molo di San Zaccaria restituisce finalmente un pó di mobilitá e regala il sorriso contagioso della collega di lavoro Alessia (e della sua splendida famiglia), che nel frattempo mi ha sollevato dall’incombenza di uno scomoda e affannosa rincorsa al ritiro del pettorale: un grazie di cuore da queste righe, oltre ai ringraziamenti, doverosissimi, fatti di persona!
Mentre il crepuscolo conferisce alla città la sua celebre e malinconica atmosfera, interrotta di tanto in tanto dalle chiazze di colore e dal vociare di turisti costantemente alla ricerca dell’inquadratura migliore, aziono il mio particolarissimo radar individua-podisti, che però rileva soltanto sporadiche ed isolate presenze… è solo una curiosità passeggera, oggi lo sport preferito è abbandonarsi e perdersi irrimediabilmente tra le calli, vivendo il tempo indefinito in riva alla laguna. Mi ridesta un discreto (eufemismo) appetito cui faccio fronte con un carbo loading di tutto rispetto, quindi si spende ancora un’oretta tra Piazza San Marco e le zone limitrofe per poi riguadagnare, un pò a malincuore, la strada per l’alloggio opportunamente scelto a poche decine di metri dalla Basilica (e solo qualcuno in più dall’arrivo).
La sveglia alle 5 del mattino è il dazio che pago in occasione di ogni Maratona, ma questa volta la levataccia è ampiamente ripagata dall’incanto di Venezia all’alba: il suo profilo è appena percettibile nella nebbia che si sostituisce lentamente all’oscurità e viene dolcemente rischiarato dalla luce fioca dei lampioni, mentre rari riflessi argentei sulla superficie dell’acqua nascono e muoiono allo stesso tempo. Ore 6:15 vaporetto, ore 7 bus navetta dall’Isola del Tronchetto in direzione Stra, da dove la regina delle corse prenderà il via: complessivamente quasi 3 ore in compagnia di sconosciuti eroi della falcata, dalle provenienze più disparate, occhi socchiusi e cuore spalancato sull’ormai imminente impresa. Tra i tanti ecco Sky Runner, ragazzo simpaticissimo e persona squisita, un altro podista conosciuto attraverso la comunità virtuale di RunningForum (a questo proposito, peccato non essere arrivati in tempo al raduno pre-gara del forum, sarà per la prossima volta) e materializzatosi proprio in questa occasione: anche a lui il mio sentito ringraziamento per il piacevolissimo tempo trascorso insieme, durante il quale incrociamo e salutiamo affettuosamente anche Silvyetta e Pier.
L’attesa infinita è… finita! Alle 9:40, dopo circa trenta, interminabili minuti in griglia, lo starter da il via alla Venice Marathon numero 30: la partecipazione calorosa del numeroso pubblico presente, l’applauso convinto, le grida di incitamento violano per qualche minuto il silenzio e l’eleganza quasi sacrale di Villa Pisani, ma sono un ulteriore carico di entusiasmo e l’ennesima testimonianza della fantastica cultura sportiva di questa regione (ho gareggiato nelle 4 Maratone venete, Treviso, Verona, Padova e Venezia, tutte con bellissima partecipazione di pubblico). Il meteo è perfetto – temperatura di 13° C e sole che scalda il giusto – e mi sento in buone condizioni, l’obiettivo realistico è di fermare il crono non troppo oltre le 3h20′, anche se l’idea di chiudere la terza Maratona del 2015 sotto i 200 minuti mi solletica non poco… Un paio di chilometri iniziali piuttosto congestionati per uscire da Stra impongono un ritmo qualche secondo piú lento rispetto a quanto programmato (km 5, arrivo a Dolo in 4’49” /km), ma già al km 10 mi attesto sui 4’42” /km, tempo che replico al km 15 dopo il passaggio a Mira, tra gente festante e musica rock live che da la carica. L’incedere fresco e brillante di questa fase iniziale ha avuto come silente compagno di viaggio il Naviglio del Brenta, che si allontana al km 18 all’ingresso di Malcontenta: ancora un bel pieno di entusiasmo e chiudo la mezza a Marghera in perfetta media, 4’43” /km, soddisfatto di averla archiviata brillantemente, ma consapevole di essere stato agevolato dalla natura piuttosto veloce del tracciato. È troppo presto per fare calcoli e previsioni, l’obiettivo è di correre allegro e leggero ancora una decina di chilometri: al km 25 sono a Mestre dove passo di nuovo in 4’42” /km, crono replicato con somma soddisfazione al 30° chilometro all’interno del nervosetto Parco San Giuliano, due chilometri alquanto ondulati e con alcune sterzate spezzaritmo. Si fa dura, appena fuori dal parco un cavalcavia particolarmente ostico introduce ad un chilometro anonimo ed al tanto temuto Ponte della Libertà: una lingua di terra sospesa sul mare, quattro interminabili chilometri spazzati dal vento sul cui sfondo si intravvede la sagoma, il miraggio di Venezia. Riesco comunque a tenere botta ed il passaggio al km 35, 4’43” /km, mi conforta ed esalta, a dispetto di una condizione fisica che invia i primi segnali di fatica. Finalmente la Serenissima… l’Isola del Tronchetto e Santa Croce prima di uno dei passaggi più scenografici al mondo, quattro chilometri nel cuore della città dei Dogi con 14 ponti allestiti appositamente per il transito dei maratoneti, costantemente a contatto con l’acqua, sostenuti, incoraggiati, spinti da un tifo meraviglioso, al limite della commozione. Transito al 40° chilometro con un 4’40” /km che mi entusiasma al punto da allargare la traiettoria verso le transenne per dare il cinque alle decine e decine di manine protese verso il percorso e per rispondere con il mio applauso all’applauso ed al tifo del pubblico, che incita e grida il mio nome regalandomi una pazzesca scarica di adrenalina. Le gambe ora sono dure ma è un dettaglio insignificante, il chilometro 41 a Piazza San Marco è una bolgia assordante, un tripudio di colori, un’onda di tifo senza soluzione di continuità e lungo la Riva degli Schiavoni il pubblico arriva persino a toccarmi, dandomi la spinta per un altro ponte, ancora uno ed un altro ancora…ma quando finiscono? Alcuni podisti sono in preda ai crampi, personalmente vivo una sorta di simbiosi con i tifosi che rendono lieve l’ultimo sforzo e così, appena scorgo l’arrivo dalla sommità dell’ultimo ponte, mi lancio lungo la Riva dei Sette Martiri per godermi il bagno di folla ed il crono finale… 3h19’36”, 4’43” /km, il muro dei 200 minuti abbattuto 3 volte su 3 nel 2015: obiettivo centrato!
Generalmente quando raccolgo i ricordi, le sensazioni e le emozioni di una gara sono passate alcune ore, spesso due o tre giorni; in questa circostanza ne sono trascorsi un paio in più eppure, fatica a parte, è come se avessi appena tagliato il traguardo.
“Se vuoi correre un miglio, corri un miglio. Se vuoi vivere un’altra vita, corri una Maratona”, disse Emil Zatopek, campione straordinario di questa meravigliosa disciplina: oggi aggiungerebbe che la Maratona di Venezia è una di quelle “altre vite” da vivere assolutamente, minuto dopo minuto, metro dopo metro.

10 Commenti

  1. Bellissima telecronaca delle emozioni, sensazioni, visioni, sentimenti e fatica ( si perché non dobbiamo dimenticare la fatica e il sudore dei 42 km e 195 mt e dei mesi di preparazione) descritti dell'ultima edizione della maratona di Venezia che come sai ho fatto e reputo molto emozionante e ben organizzata. Complimenti sinceri per le tre maratone del 2015 ( complimenti per la distanza non per i temi….ottimi….ma i tempi passano….le emozioni no). Si confermo la sera che si giunge a Venezia è uno spettacolo e l'alba del giorno della maratona ancor di più. Ciao e a presto maratoneta

  2. Grazie Marco, se continui a farmi questi complimenti finisce che ci credo… sei tanto, troppo buono nei miei confronti!
    Peccato non sia venuto a Venezia, il clima (sotto tutti gli aspetti) è stato bellissimo: mi fa piacere che sia riuscito, almeno in parte, a farti rivivere quell'atmosfera che conosci bene.

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