Maratona di Milano 2014

(Fabio Ferrari - LaPresse)

Milano, 6 aprile 2014.

Questa volta è stata dura. La medaglia più sofferta, voluta, sudata (ogni riferimento all’improvvisa calura non è affatto casuale) e per questo anche la più bella, raggiunta a coronamento di una Maratona gagliarda conclusa in 3:21’27”, il mio terzo tempo sulla distanza. Una medaglia dal sapore dolce e intenso, dopo aver combattuto e vinto contro gli ultimi 7-8 chilometri, non aver mollato al cospetto dell’inatteso e sfiancante caldo, aver evitato che il fisico si ribellasse alla strada e rinunciasse al passo successivo, aver impedito strenuamente alla testa di mollare gli ormeggi…
Nello zainetto ho messo i soliti calzoncini e canotta societari, una maglia tecnica a maniche corte, due paia di calzini, le mie fedeli Wave Rider 16 giunte al canto del cigno (sarà la loro ultima Maratona), quindi i prodotti farmaceutici (che spero di portare a scadenza intonsi), cerotti, vaselina, forbicine e l’immancabile e non quantificabile bagaglio di entusiasmo e voglia di correre. Stavolta però ho lasciato anche un pò di spazio per la curiosità: quella di verificare se ho gestito bene il recupero dalla Maratona di Treviso di un mese fa, quella di misurarmi con il primo caldo, quella infine di capire se riesco a preservare questa oasi felice dallo stress della vita quotidiana, negli ultimi tempi ai limiti della sopportazione.
Appena giunto alla stazione di Roma Termini faccio la conoscenza con l’ennesimo amico di RunningForum, al secolo “SlowRunner” e la sua piacevolissima compagnia annulla il tempo che ci divide dalla partenza; a bordo del treno, poi, viaggio insieme ad Andrea e sua moglie Barbara, due validissimi compagni di squadra con cui trascorro gran parte del viaggio tra aneddoti, obiettivi, programmi e… tante risate! Non c’è che dire, anche questa trasferta nasce sotto i migliori auspici e la condizione psicologica ne trae ulteriore giovamento, pertanto una delle mie curiosità è soddisfatta ancor prima di mettere piede a Milano: il mondo podistico, lontanissimo dalle corse faticose ed esasperate del quotidiano, è davvero il posto in cui correre leggeri per poi ripartire di slancio!
Arrivo alla stazione centrale e la memoria vola al celeberrimo duetto tra Totò e Peppino avvolti nei loro pastrani, in una Milano nel pieno della stagione primaverile… sono le 12 di un sabato dalle tinte forti e dalle emozioni crescenti, come annunciato dalle previsioni la temperatura (ahimè) è alta, i decibel e la frenesia della città mi svegliano dal torpore e, per non essere da meno degli amici meneghini, mi metto subito in moto per raggiungere l’Expo. Dopo appena 10 minuti di passeggiata sono al cospetto del nuovo Palazzo Lombardia, un astratto complesso di edifici curvi e sinuosi in cui dominano vetro, cemento e acciaio e dai quali si staglia imperioso un grattacielo che domina il Marathon Village: ritiro del pettorale e del pacco gara, un giro veloce tra gli stand e, mentre mi dirigo alla metro, seduti ad un bar scorgo “ilmara” e Paolo con pargoli al seguito, satolli (i primi) e festanti (i secondi): incredibile, potrei incontrare Marco in qualsiasi parte del mondo si svolga una Maratona!
Dopo una breve sosta in albergo ed una doccia rigenerante, decido di perdermi nel colorato e vociante sabato milanese, lasciando che il fiume di persone gaudenti mi travolga senza opporre resistenza. Il Duomo, Sant’Ambrogio, San Babila, il Castello Sforzesco, i Navigli, le mille strade consacrate allo shopping ed all’aperitivo, ogni luogo è invaso da cittadini e turisti che approfittano del pomeriggio caldo e soleggiato, inaspettato preludio della stagione estiva e presagio tutt’altro che rassicurante per la Maratona di domani… Cena, udite udite, a base di carboidrati con un discreto piatto di pasta, un trancio di pizza ed una fetta di crostata alla fragola, un ultimo saluto alla bela Madunina che te brillet de lontan e passeggiata defaticante verso l’albergo, dove finisco di preparare la sacca, guardo un pò la televisione e mi addormento dopo aver contato… i chilometri (ma forse a 42 non ci sono arrivato).
Ore 5:30, il trillo penetrante della sveglia desta i sensi sottraendoli ad un riposo che non sembra mai sufficiente, ma appena realizzo dove mi trovo gli stimoli motivazionali e quelli fisiologici (chiedo perdono per la pessima battuta, ma era un goal a porta vuota!) hanno il sopravvento e mi preparo per la mia bella colazione: caffè, un paio di fette biscottate con marmellata, altre due con il miele, una con la crema di nocciole, qualche noce e qualche mandorla. Intorno a me altri podisti con i segni del cuscino sul viso, tutti concentrati sulla costruzione del proprio glicogeno epatico (un altro modo per dire che mangiamo abbondantemente…) e con gli occhi di chi deve affrontare 42.195 metri di corsa. Ora posso andare: nonostante l’assalto dei numerosi maratoneti, il viaggio in metro direzione Rho è veramente comodo e in circa mezz’ora passo dall’ombra del Duomo a quella non meno imponente della Fiera, in cui fervono i preparativi per l’Expo del 2015. Mi (s)vesto, consegno la sacca e accedo alla mia griglia, sono le 9 e fa già abbastanza caldo, ciò nonostante cercherò di chiudere tra le 3h20′ (4’44” /km) e le 3h25′ (4’52” /km), una forbice comunque sufficientemente ampia per gestire la gara in funzione delle eventuali difficoltà. Ormai è tutto pronto, ho soltanto il rammarico di non essere arrivato in tempo per il tradizionale raduno pre-Maratona con gli amici di RunningForum… sarà per la prossima! Lo speaker è particolarmente loquace ed incita a più riprese i maratoneti che scalpitano dietro al nastro di partenza, quindi da il via e il rumore sordo dei passi vogliosi d’asfalto prevale sul flebile applauso dello scarso pubblico presente. L’entusiasmo è quello di sempre, fanciullesco e inebriante ed i primi 5 chilometri di avvicinamento a Milano, a dire il vero un pò noiosi perché privi di luoghi di interesse e di pubblico, scorrono veloci in 4’45” /km. Dal 6° chilometro si entra a Milano e la corsa, fluida e brillante, è accompagnata dal verde smeraldo del Bosco in Città e del Parco di Trenno dove intere famiglie di origini asiatiche distraggono i prodi atleti, attentandone la concentrazione con barbecue di arrosticini fumanti… Al km 10 il parziale è sceso a 4’42” /km ed altrettanto si verifica al km 15 dopo essere transitati davanti allo stadio San Siro (km 13). Nel frattempo la colonnina di mercurio sale lenta ma inesorabile, il passo è ancora leggero ed il respiro regolare, saluto sorridente adulti e bambini che di tanto in tanto fanno capolino lungo il percorso incoraggiando con compostezza. Al 15° chilometro ecco Monte Stella, il parco cittadino ribattezzato affettuosamente “la Montagnetta” dai runners locali, procedo con piglio sicuro lungo Viale Alcide De Gasperi ed in fondo a Corso Sempione chiudo il 20° chilometro in 4’40” /km. Al cospetto del neoclassico Arco della Pace, lungo Viale Elvezia che costeggia Parco Sempione, è posizionato il gonfiabile della mezza: mi sento bene fisicamente, le gambe sembra non risentano ancora della Maratona di Treviso di un mese fa, cuore e polmoni mi assistono egregiamente, l’andatura e la gara condotte sin qui sono in linea con il mio obiettivo e l’euforia per la partecipazione ad una Maratona così importante fa il resto… non resta che correre gli altri 21, tutti nel centro della città che nel frattempo si è lentamente popolata regalando una cornice di pubblico e di tifo finalmente all’altezza. Al 22° chilometro i Bastioni di Porta Nuova, quindi il “biscotto” (che detesto cordialmente da sempre) di Via Vittor Pisani (500 metri in direzione della Stazione Centrale e ritorno con tifo caloroso e ad personam), infine i Bastioni di Porta Venezia: al km 25 la media è 4’42” ma ora il caldo comincia ad essere meno sopportabile, il sole è alto e insiste inesorabile. Altro “biscotto”, questa volta per complessivi 2.500 metri, quindi Corso Venezia, Corso Matteotti ed ecco il Duomo con la Madonnina e le sue guglie, la sua facciata neogotica, le sue 3.400 statue che lo impreziosiscono e lo rendono unico: il percorso ci gira intorno e proprio all’ombra dell’imponente edificio religioso scocca il km 30, chiuso in 4’45” /km. La media è ancora ottima ma il caldo e alcuni tratti del tracciato in pavè rendono le gambe pesanti e fiaccano la resistenza, ora inizia la vera gara, quella che mi aspettavo sin dall’inizio e per la quale sono pronto a vendere cara la pelle… devo impormi un ritmo più prudente, mancano ancora tanti chilometri e con l’aumentare del caldo e della fatica il rischio di finire la benzina cresce esponenzialmente, così rallento un pò e cerco nuove forze agendo a livello mentale, allontanando qualche cattivo pensiero e ricordando l’ottima condotta di gara avuta fino ad ora. Il Teatro alla Scala, Foro Bonaparte, i viali che costeggiano l’altro versante di Parco Sempione fino a Porta Magenta: arrivo al 35° chilometro in 4’48”, molto soddisfatto di come sto gestendo la fatica mentre un numero sempre crescente di maratoneti procede al passo ed altri sono impegnati in operazioni di stretching per allungare i muscoli in preda ai crampi. Metto un passo dietro l’altro con rinnovato vigore ma adesso la corsa non è più fluida, devo stringere i denti e buttare il cuore oltre l’ostacolo… via Washington, via Buonarroti, Via Cassiodoro e di nuovo Corso Sempione, sembra non finire mai ma sono al 40° e il crono mi conforta, ancora 4’48″… mi dico che è fatta ma intanto caldo e stanchezza costringono alla resa molti maratoneti proprio in prossimità del traguardo, mi dispiace sinceramente per chi si è preparato a lungo con dedizione, lavoro e sudore e per poche centinaia di metri non vede premiata la propria fatica… fortunatamente questo splendido sport concede sempre la possibilità di un’immediata rivincita! Mi desto dalle mie riflessioni e provo a scorgere il traguardo, ma quanto caspita è grande questo Parco, ci giro intorno e ancora non si vede… ed invece eccolo là, tra due ali di folla adesso davvero festante e calorosa, proprio di fianco allo splendido Castello Sforzesco che sembra anche lui osservare e plaudire, serioso ma benevolo, l’impresa degli atleti.
Obiettivo centrato, come detto risultato cronometrico molto soddisfacente (la media ufficiale risulta 4’46” /km, anche se in realtà è 4’44” /km avendo corso, come di consueto, alcune centinaia di metri in più), tanta, tanta fatica ma anche tanta, tanta gioia all’arrivo. Ecco un dato molto significativo che testimonia le difficili condizioni meteo che hanno caratterizzato questa bella Maratona: ho chiuso 565° assoluto su 3.550 arrivati, recuperando ben 163 posizioni nella seconda metà della gara nonostante abbia abbassato il ritmo… il caldo ha davvero giocato un brutto scherzo a moltissimi podisti!
Ottimo il percorso pressoché totalmente pianeggiante, buoni i ristori con acqua, sali, frutta e biscotti, altrettanto buono il ristoro finale così come l’organizzazione generale, cordiali e disponibili i tanti volontari, partecipazione di pubblico in alcuni tratti un pò tiepida (eufemismo) ma ottima e calorosa nei punti nevralgici, bella la medaglia… applausi a tutti, Milan l’è on gran Milan!

10 Commenti

  1. Mille grazie Francesco, sei sempre troppo gentile nei miei confronti! Contraccambio i complimenti per la tua grande Maratona di Parigi, l'ennesima prova da straordinario maratoneta!
    Anche a me sarebbe piaciuto ci fossi stato, fammi sapere il calendario delle tue prossime Maratone… 😉

  2. Troppo gentile, Marco, grazie mille! 😉
    Con ilmara abbiamo scambiato giusto due chiacchiere ed era in piena fase digestiva… scherzi a parte non ne ha avuto il tempo, ma è come se lo avesse fatto. Spero di poterti incontrare quanto prima. A presto!

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