Maratona di Treviso 2014

Treviso, 2 marzo 2014.

L’attesa dell’evento alimentata dal viaggio comodo ma interminabile, la curiosità di scoprire che tipo di prestazione potrò fornire dopo aver curato in prima persona la preparazione, i dubbi sull’obiettivo da perseguire in considerazione delle tre Maratone programmate in meno di 60 giorni… l’unica certezza è costituita dal palcoscenico che ho scelto per la mia nuova Maratona: Treviso e la Marca, con i sontuosi ed eleganti palazzi, le classicheggianti e malinconiche Ville, gli umili ma preziosi edifici religiosi, rigide linee architettoniche che si alternano con quelle sinuose e morbide delle colline, generose fonti da cui sgorgano vivaci bollicine di un vino frizzantino, orgoglio ed eccellenza della provincia. Per i brindisi c’è però tempo, tra me e il Prosecco (rigorosamente DOCG, come legittimamente rivendicano da queste parti) ci sono 42.195 metri con dislivello leggermente positivo ed un tracciato veloce e privo di particolari asperità, fattori che ingolosiscono l’atleta ben allenato alla ricerca del personal best. Ci proverò domani quando cucirò virtualmente la mezza stelletta della quinta Maratona, ora faccio la conoscenza dei ragazzi che mi ospitano nella loro bella ed accogliente casa, quindi mi reco all’Expo per il ritiro del pettorale e poi via verso l’immancabile ritrovo con gli amici di RunningForum.
La vigilia di un evento così straordinario assume immediatamente i connotati di un meraviglioso happening tra amici DOC (per rimanere in tema…): abbracci, sorrisi, saluti, fotografie, buffetti e pacche sulle spalle, finalmente si materializzano gli straordinari ragazzi di ogni età che sono soliti incontrarsi in una piazza virtuale dove si presentano dietro ad improbabili nickname, nomi di supereroi cibernetici, curiosi acronimi, criptici nomignoli, simpatici vezzeggiativi, aggettivi roboanti, semplici diminutivi… Mentre pioggia e vento infuriano dando vita ad uno scenario apocalittico, proseguiamo la serata in grande allegria e portiamo stomaci ed aneddoti in un ristorante in pieno centro: qua assolviamo ai nostri doveri di atleti seri e scrupolosi affondando le fauci su ogni genere di carboidrati, grissini, pane, pasta, pizza e nel contempo facciamo il pieno di emozioni, risate, storie in libertà, pura amicizia senza filtri e antichi campanilismi… Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio… “Imagine there’s no countries”, è possibile vecchio Lennon! Tra un boccone e l’altro si azzardano obiettivi cronometrici più o meno ambiziosi e quando qualcuno manifesta l’intenzione di scendere sotto ai 200 minuti mi unisco convinto, un pò per avere finalmente chiaro il risultato da perseguire, un pò perché molto probabilmente significherebbe stabilire un nuovo personal best dal momento che quello attuale è inferiore ai 200 minuti di 8 secondi. A proposito di tempo… grande fregatura il tempo, sembra interminabile quando vorremmo passasse velocemente, fugge via nei casi in cui ci piacerebbe arrestarlo… sono passate le 22 e così, a malincuore, dobbiamo accomiatarci e darci appuntamento a domani mattina, la partenza è prevista all’insolito orario delle 10, entro le 8:45 devono essere consegnate le sacche al deposito borse e quindi ci sarà tutto il tempo per un bel raduno benaugurante e motivante. Dopo 10 minuti di cammino insieme all’amico trevigiano “ilMara” sono a casa, scelgo con cura cosa indosserò sotto alla canotta societaria e distendo le stanche membra. Intanto fuori piove.
4:30 del mattino. Il suono della sveglia ha l’effetto di un gancio al mento ma appena prendo coscienza del mio corpo entro in uno stato di euforica tranquillità, come sempre nelle notti prima di una Maratona. Robusta colazione, qualche minuto in più passato in bagno, vestizione, tutto eseguito con estrema lentezza quasi a cercare in ogni gesto, in ogni singolo movimento la concentrazione necessaria. Poco dopo le 7 parte il regionale che mi porta a Conegliano, “la Perla del Veneto” da cui ha inizio la Maratona e la stazione di Treviso brulica di podisti in trepida attesa, una macchia di colore che si è impossessata della banchina tra gli sguardi mollemente incuriositi dei pochi “civili” presenti. L’ottima notizia è che il cielo continua ad essere plumbeo ma non piove.
Da questo momento si entra in clima gara, pensieri e discorsi si sovrappongono, è un continuo succedersi di numeri, obiettivi, tattiche e la tensione è tangibile non solo tra chi si isola e la tradisce palesemente, ma anche tra alcuni degli atleti che ostentano calma olimpica. Intanto arriviamo alla stazione di Conegliano dove un comitato di accoglienza composto da uomini e donne in maschera ci tributa un affettuoso benvenuto, il primo segnale di un calore che ci accompagnerà lungo tutta la gara e sarà di grande aiuto, oltre che un ricordo molto piacevole.
Bella, calda e funzionale, la grande palestra messa a disposizione a pochi metri dalla partenza accoglie il popolo dei maratoneti ormai prossimo al grande evento, svesto la tuta e mi appunto il pettorale e, prima di consegnare la sacca, trovo anche il tempo di un caffé in compagnia dell’inseparabile Marco (“ilMara” di cui sopra), di Andrea (al secolo “gopium”) e di altri amici podisti conosciuti sul treno. Espletate tutte le pratiche pre-gara, ci uniamo al raduno con il resto della banda di RunningForum: siamo davvero tanti, facciamo alcune foto in una delle quali si unisce spontaneamente il mitico Migidio Bourifa (4 volte campione italiano di Maratona), si susseguono saluti, battute, è davvero curioso e divertente osservare come possano cambiare i fonemi da una regione all’altra… L’atmosfera è bellissima, coinvolgente, carica di eccitazione, ma ormai il tempo è scaduto e dobbiamo accedere alle griglie, in fondo siamo qui per correre anche se la compagnia è così piacevole che quasi ce ne dimentichiamo! Musica a tutto volume, tanta gente che applaude ed incita oltre le balaustre, uno speaker vagamente esaltato che si rende protagonista di alcune frasi ad effetto… boomerang, nel senso che vorrebbero essere fortemente motivanti ed invece finiscono per generare gesti apotropaici tra i maratoneti!
Ci siamo, la temperatura percepita è 2-3°C, un leggero vento soffia da nord: sono le 10, gli ultimissimi in bocca al lupo e si alza il sipario sulla mia quinta Maratona.
Parto dalla seconda griglia, davanti a me solo i top runners e quelli bravi davvero, il viale è ampio e scorrevole, i primi chilometri corsi all’interno della medievale “Contrada granda” sono accompagnati dal tifo caloroso ed incessante del numerosissimo pubblico presente, veramente una bella e gradita sorpresa! Mi sono prefisso una media di 4’42” /km (mi consentirebbe di chiudere in meno di 200 minuti, considerando anche i metri supplementari…) ed all’ingresso di Santa Lucia di Piave, che segna il passaggio al 5° chilometro, ho una ventina di secondi di vantaggio rispetto al mio obiettivo. Anche nella deliziosa cittadina il pubblico partecipa entusiasta e mi sento in dovere di ringraziare quasi uno ad uno i cordiali e composti amici veneti applaudendoli a mia volta. Nonostante un latente e sottile mal di pancia, corro divertito tra campi di grano e vigneti fino al km 10, che coincide con l’ingresso nell’altrettanto graziosa Susegana: anche qui tanta gente applaude ed incita ai bordi del percorso e constato che il mio ritmo continua ad essere palesemente più veloce del previsto, grazie anche ad una lieve pendenza positiva. Nel frattempo al km 9 raggiungo un gruppetto composto da “ilMara”, “Jakon”, “Poderoso75”, “gopium”, forse anche qualche altro amico del forum che non conosco e tutti insieme diamo vita una sorta di ritrovo in movimento. Al 12° passiamo sopra al Piave attraversando il Ponte della Priula, nel corso della sua lunghissima storia ha visto l’invasione di molti eserciti e da qualche anno a questa parte anche quella pacifica di oltre 2000 irriducibili e variopinti guerrieri in canotta e scarpe da corsa. Transitiamo per Nervesa della Battaglia ed eccoci al km 15 dove registro un passo di 4’40” /km, le gambe girano bene e la fantasia sfugge al controllo, abbandona la realtà dell’asfalto e si proietta al traguardo… troppo presto e poi il bello è adesso, questi passi leggeri uno dietro l’altro, qualche goccia di pioggia sul viso, il respiro regolare, l’applauso di chi ti osserva tra il perplesso e l’ammirato. Al 18° raggiungo “unalieno”, mi incita a proseguire nel mio incedere e decido di mantenere il ritmo di 4’40” /km fino alla mezza che è collocata esattamente presso Arcade, dove il passaggio dei podisti è accolto da due ali di folla festante, accompagnata dalle note di una band come nella migliore tradizione delle più famose e partecipate Maratone del mondo. Persone di tutte le età applaudono convinte mentre tanti piccoli tifosi protendono le manine per ricevere il “cinque” dai loro improvvisati eroi… beata innocenza!
Inizio la seconda parte della gara e per il momento tutto funziona perfettamente, gambe, polmoni, cuore e testa rispondono a meraviglia e passo in rapida successione attraverso Povegliano e Villorba dove il contachilometri mostra 25 ed il GPS infonde ancora più entusiasmo e sicurezza indicando 4’39” /km. E’ ancora presto per azzardare calcoli e fare proiezioni, mi concentro su obiettivi a breve termine cercando di gestire con prudenza i chilometri che mi separano dall’ultima parte di gara, quella in cui la Maratona può presentarti il conto ed è necessario ricorrere alle residue energie. Eccomi al fatidico km 30, una sorta di Colonne d’Ercole del maratoneta, il chilometro oltre il quale non è dato sapere quali insidie si nascondono né come il fisico risponderà: il responso cronometrico è confortante, forte del minuto di vantaggio che ho accumulato ho potuto leggermente rallentare ed attestarmi su 4’43” /km, 5 chilometri in meno e tempo da personal best, ma la vera “Mara” deve ancora iniziare… Per la prima volta nel corso della gara ricorro ad un ristoro “solido”, un pezzetto di banana che consumo mentre corro il km 31, ma non sono le energie che mi mancano piuttosto… un’unghia, esattamente quella del terzo dito del piede sinistro. 32° chilometro, il dolore è forte e mi accompagnerà fino al traguardo ma ora non posso e non voglio mollare, mentalmente sono presente e concentrato, il respiro e i battiti sono regolari, i muscoli non sono ancora imbastiti ma vengono costretti ad un movimento leggermente irregolare nella ricerca di un appoggio facile del piede. Al km 35 ecco Fontane di Villorba, nonostante il tempo costantemente grigio e a tratti piovoso, anche qua ci sono molti cittadini pronti a sostenere l’incedere ora meno lucido e ad incoraggiare talvolta in un poco comprensibile dialetto… distinguo però chiaramente qualche incitamento ad personam ed il gps ha il sapore di un ulteriore, fragoroso applauso: 4’40” /km.
“Piuttosto me lo faccio tagliare” (il dito), penso mentre continuo a tenere il passo stringendo i denti. Ora devo solo amministrare, contenere senza strafare, allegerire il più possibile il passo per non sollecitare troppo ginocchia e caviglie già provate dai tanti chilometri percorsi ed evitare che i muscoli si induriscano troppo. Il compito non è dei più facili ma scopro di avere risorse insospettabili, benedetti quegli allenamenti duri e faticosissimi portati a termine nelle ore più disparate del giorno e con qualsiasi condizione metereologica!
Vedo il cartello del km 40, il gps indica 4’44” /km, adesso sia il traguardo che il primato personale sono davvero ad un passo. Entro a Treviso, il fondo del percorso è completamente lastricato di sanpietrini e ci sono diversi tornanti, gli ultimi 2000 metri riservano un trattamento poco amichevole a muscoli ed articolazioni, ma sono entusiasta e le due ali di folla mi spingono a gran voce verso il traguardo che taglio in 3h18’38”, media 4’42” /km, nuovo primato personale (migliorato quello della Maratona di Reggio Emilia di 1’14”). Sono stanco e felice, un omone baffuto mi fa un sorriso a 32 denti e mi mette la medaglia al collo… pazienza, non si può avere tutto dalla vita!


La Maratona di Treviso in pillole 

  • Tutto bellissimo. Due giorni all’insegna dello sport e dell’amicizia, senza la quale tempi e personal best non avrebbero lo stesso sapore. Un grazie di cuore a tutti gli amici maratoneti di RunningForum: la cena del sabato, il raduno pre-gara e parte della gara trascorsa insieme sono e rimarranno dei ricordi meravigliosi. Mi dispiace soltanto di non averli rivisti al termine della Maratona, dopo aver tagliato il traguardo non mi sono fermato a guardare (avevo paura dell’omone baffuto…) ma mi sono rifocillato con due piatti di pasta e fagioli (!) e poi mi sono subito recato nell’area spogliatoio.
  • Maratona bella e veloce, organizzata benissimo, ristori adeguati anche se i “solidi” fanno la loro comparsa soltanto dal km 25, volontari simpatici e molto collaborativi.
  • Discreta la medaglia raffigurante il Sacrario militare del Montello.
  • Buono il pacco gara, i prodotti alimentari sono sempre ben accetti!
  • Maglia bruttina (ma non sposta di certo il giudizio complessivo).
  • Menzione a parte merita il tifo: bellissimo, caloroso, partecipe e molto motivante.

 

7 Commenti

  1. Innanzitutto grazie mille, Marco!
    Per quanto riguarda i captcha, una volta entrato su blogger.com e entrato nel tuo blog, devi selezionare “Impostazioni”, che è l'ultima delle voci a sinistra, quindi devi fare click sulla voce “Post e commenti”, infine in corrispondenza della voce “Mostra test di verifica” devi selezionare “No”.
    Se non sono stato chiaro fammelo sapere 😉

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