Alzati e corri!

Il titolo di questo post non nasce dalla rivisitazione di un brano del Vangelo, né si tratta dell’invito rivolto ad un pigrone sprofondato nel suo divano, in stordita contemplazione dell’elettrodomestico più usato dagli italiani… E’ ciò che mi sono detto domenica 16 febbraio 2014 al 22° chilometro del Giro del Lago di Bracciano, allorché mi sono trovato improvvisamente a guardare il mondo dal basso verso l’alto dopo una tanto incidentale quanto rovinosa caduta. Nessun atto di eroismo, piuttosto una terribile paura di aver compromesso le Maratone di Treviso, Milano e Rimini, in programma tra marzo ed aprile ed obiettivo di questo primo scorcio di 2014. Alzati e corri. L’ho gridato forte, intimamente, tra gli sguardi preoccupati di Renato, che mi ha urtato in modo assolutamente casuale e sfortunatissimo, Nadio e Roberta: compagni di squadra, atleti bravissimi e persone eccezionali. L’ho gridato così forte, intimamente, che nel giro di 30 secondi sono tornato a correre con più determinazione di prima, fingendo che le escoriazioni e le contusioni a ginocchio, anca e avambraccio destri appartenessero a qualcun altro, che potessi allontanare il dolore semplicemente correndo veloce per lasciarmelo alle spalle e che i 12 chilometri che mancavano al traguardo fossero la passeggiata di nonno e nipotino che vanno a comprare le pastarelle. A lenire il dolore, poi, la soddisfazione per il risultato finale (di buon auspicio per Treviso), il sospiro di sollievo per aver scongiurato il peggio, le cure attente e caritatevoli delle infermiere del punto di primo soccorso posto dopo l’arrivo.
Ecco il mio ginocchio mentre percorro il rettilineo finale…


4 Commenti

  1. Grazie Fausto, onestamente fino a domenica non sapevo come avrei reagito in una situazione del genere… Chiaramente non c'era nulla di tanto grave da impedirmi di continuare, anche se il dolore era piuttosto forte.
    Ti devo fare una confessione: non mi ero accorto che c'era il controllo per commentare! Grazie per la segnalazione, l'ho subito rimosso.

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