Giro del Lago di Bracciano 2014

Trevignano Romano, 16 febbraio 2014.

In occasione della festa di San Valentino voglio dichiarare una volta di più il mio amore incondizionato per il podismo partecipando per il secondo anno consecutivo al Giro del Lago di Bracciano, nonostante abbia diversi validi motivi per lasciare muscoli, tendini ed articolazioni a riposo: la sveglia alle 4 del mattino, 270 chilometri complessivi di guida, soprattutto l’azzardo di 34 chilometri duri, impegnativi, a tratti sfiancanti a due sole settimane dalla Maratona di Treviso, quando ragione e buon senso consigliano di iniziare la fase di scarico. Ma al cuor non si comanda e provo a convincermi che fare un buon allenamento in compagnia, nell’amata Tuscia, ad un ritmo tranquillo e controllato, non può che rinvigorire fisico e spirito in vista dei prossimi appuntamenti agonistici. Il ricordo della splendida gara dello scorso anno è ancora vivo, devo però impormi di non andare oltre i 4’47” /km previsti dalla mia tabella di allenamenti (a dire la verità erano in programma domenica scorsa…) per non compromettere tutto il lavoro svolto sin qui e così, quando ancora il resto del mondo giace su morbidi giacigli e l’oscurità avvolge strade e palazzi, prendo la via della Tuscia viterbese.
Non sarà una giornata come tante altre e lo capisco immediatamente: vicino alla mia macchina parcheggia un compagno di squadra che vedo per la prima volta, il quale mi confida con amarezza e scoramento che il suo gps fà le bizze… il gps… ho dimenticato il gps! Dopo un primo momento di sbandamento realizzo che, dovendo sostenere un lunghissimo da portare a termine con andatura costante, tutto sommato mi basta cercare qualcuno che abbia il mio stesso obiettivo e voglia condividere il piacere di una gara in compagnia. La ricerca ha esito immediato e mi unisco ai compagni di squadra Renato, Roberta e Nadio, che hanno in programma 10 chilometri a 5′ /km, altri 10 a 4’50” /km e, scavallato lo strappetto terribile all’uscita dell’Aeronautica Militare a Vigna di Valle ed un paio di chilometri in ripresa, gli ultimi 10 piuttosto impegnativi in leggera ma costante progressione. Il programma mi piace molto, lo trovo sufficientemente allenante e nello stesso tempo penso che non mi impegni oltre il 60-70% delle mie possibilità fisiche, l’ideale per non stressare troppo il motore.
Questo febbraio insolitamente caldo ci regala una giornata di sole fantastica che esalta lo scenografico paesaggio circostante il lago, l’aria è pulita e profuma di primavera, in netta contrapposizione con le temperature rigidissime della precedente edizione e ancor di più con la tremebonda giornata polare di due anni fa, allorché la gara non fu disputata a causa di un’autentica tempesta di neve! Trevignano è dolcemente adagiata lungo la riva del lago e si offre all’ondata di turismo fuori stagione gioiosa e partecipe, gli atleti si scambiano saluti, impressioni, sorrisi ed io approfitto degli ultimi minuti per completare le procedure di stretching e riscaldamento. Quando tutto è pronto per la partenza, insieme a Renato, Roberta e Nadio ci compattiamo e cerchiamo di recuperare un pò di concentrazione, malgrado non abbiamo particolari velleità cronometriche il percorso è lungo e molto duro, pertanto richiede attenzione. Da questo momento in poi vivo una situazione totalmente nuova, non avere personalmente il controllo dell’andatura è una situazione scomoda ma la precisione, la gentilezza e la disponibilità dei compagni di squadra sono straordinarie, mi tengono costantemente aggiornato sui tempi ed impostano chilometro dopo chilometro il ritmo da sostenere. Quando eccediamo nel passo veniamo prontamente richiamati all’ordine dalla bravissima e saggia Roberta, che ci invita alla prudenza ed a conservare le energie per la seconda parte della gara. Personalmente mi sento in buona forma, sono sciolto e mi diverto molto, inoltre lo spettacolo del luogo ruba spesso l’occhio regalando immagini di rara bellezza. Ma, come detto, oggi non è una giornata come tante altre: stiamo procedendo ad un ritmo più veloce di qualche secondo, percorriamo le poche centinaia di metri di sterrato che precedono l’ingresso dell’aeroporto di Vigna di Valle, attraversiamo l’Aeronautica Militare, ne usciamo superando brillantemente la ripida rampa che riporta sulla provinciale… siamo oltre il 21° chilometro quando pesco la carta degli imprevisti e non è una pesca positiva, piuttosto direi dolorosa! In fase di sorpasso di due atleti che stanno accusando la fatica, mi sposto lievemente verso sinistra ma la manovra non riesce in quanto inavvertitamente le gambe di Renato si incrociano con le mie, quel tanto che basta per farmi protendere in tuffo contro l’asfalto. La caduta è rovinosa e spaventa tutti, sento immediatamente bruciare un pò ovunque sul lato destro del corpo, il ginocchio, l’anca e l’avambraccio con il quale istintivamente mi sono protetto il viso. Mi sono procurato alcune contusioni ed escoriazioni piuttosto dolorose, ma non ho niente di rotto e dopo circa 30 secondi ricomincio a correre con più determinazione di prima per lasciarmi alle spalle i fantasmi che improvvisamente hanno cominciato ad aleggiare su Treviso… mancano 12 chilometri che percorro di buona lena, stringendo i denti ma con entusiasmo, mentre la bravissima Roberta al 25° chilometro è costretta al ritiro dopo aver sofferto molto nei due, tremila metri precedenti. Nadio e Renato cominciano una lenta progressione tra il 24° ed il 25° chilometro, per quanto mi riguarda le ferite mi invitano alla prudenza e rimando di un paio di chilometri la mia accelerazione, anche perché sto viaggiando ad un’andatura perfettamente in linea con i miei programmi, a dire il vero anche un paio di secondi in meno al chilometro. Subito dopo il km 30 ecco la temutissima salita che porta a Vicarello, molti atleti procedono camminando nonostante abbiano viaggiato sin qui con un ottimo tempo (forse pagano proprio un eccesso di velocità nella prima parte del percorso), io mi intestardisco nel continuare a correre in progressione, quindi rompo gli indugi e lancio la mia volata finale negli ultimi 3 chilometri. Supero un compagno di squadra che non raccoglie il mio invito a tenere il ritmo e, quando ormai manca meno di un chilometro all’arrivo, raggiungo anche Renato che ha prudentemente rallentato l’andatura e mi lascia strada. Assiepata in prossimità del traguardo una piccola folla festante e rumorosa applaude, incita ed accompagna gli ultimi metri che percorro in accelerazione, chiudendo in 2h39’58”, 4’42” /km, 5 secondi in meno a chilometro rispetto alla tabella di allenamento. Gara bella, muscolare e tecnica, discreta la medaglia, buono il ristoro finale, molto buona l’organizzazione anche se un paio di punti ristoro in più lungo un percorso di 34 chilometri sarebbero forse stati opportuni. Per una volta (sperando sia l’ultima!) verifico anche l’efficienza del punto di primo soccorso, dove due bravissime e simpatiche infermiere mi disinfettano accuratamente le ferite, strappandomi più di una risata con battute di… spirito!

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