We Run Rome 2013

Roma, 31 dicembre 2013.

Una follia per chi non professa il culto della falcata, il modo migliore per coronare dodici mesi di podismo e prepararsi con rinnovato entusiasmo ad un nuovo anno agonistico per chi, al contrario, non può fare a meno di un paio di scarpette da running. Quando mancano ormai pochissime ore al brindisi di fine anno c’è chi si prepara, chi organizza, chi s’imbelletta, ma per l’irriducibile esercito dei podisti la festa inizia qua, alle 14:30 sotto all’arco di partenza della We Run Rome situato alle Terme di Caracalla. La gara è di quelle che strizzano l’occhio, civettuole, a campioni e tapascioni, atleti ambiziosi e podisti della domenica: 10 chilometri mozzafiato nel centro storico di Roma, il Circo Massimo, Piazza Venezia, Piazza del Popolo ed il Colosseo solo per citare alcuni dei luoghi senza tempo che l’hanno resa immortale agli occhi del mondo intero. Ed anche il tempo, deferente e riguardoso, si inchina al cospetto della Città Eterna: dopo due tediosissimi giorni di pioggia incessante, il grigio plumbeo delle nuvole lascia spazio all’azzurro del cielo romano ed il sole fa capolino deciso, donando all’ultimo pomeriggio dell’anno i più bei riflessi dorati di cui è capace. Ma, nonostante tutto ciò, personalmente avevo deciso di soprassedere…
E’ stata una stagione agonistica ricchissima di impegni e soddisfazioni, l’ultima delle quali conseguita in occasione della Maratona di Reggio Emilia dell’8 dicembre con la quale pensavo di aver chiuso alla grande il 2013. Invece ecco il colpo di coda, la gara che l’anno scorso mi aveva aperto gli occhi su come potessi migliorare sensibilmente i tempi sui quali mi ero adagiato (chiusa in 41’09”, 4’07” /km), quest’anno mi offre la possibilità di fare il pace maker di mio nipote Michele e regalarmi così una gioia molto più intima, dal sapore deamicisiano. Il clima di festa che si respira sin dalle prime ore della mattina mi invita ad anticipare l’arrivo al gazebo del Gruppo Sportivo Bancari Romani per assaporare ogni istante, vivere ogni sguardo, stringere ogni mano, sorridere, ridere e scherzare con i tanti amici che indossano i colori bianco-blu e gli altrettanti che espongono colori diversi: non c’è che dire, lo spirito di Olimpia con i suoi ideali ed i suoi valori pervade l’animo di ogni podista, lo rende leale e solidale, in gara concorrente competitivo (magari non proprio tutti…) ma mai nemico e ostile. Mentre mi intrattengo piacevolente, in particolare con Nicola, Antonella, il neomarito Robertino (auguri doppi!) ed il “ramarro” Giancarlo, cerco di scorgere l’arrivo di Michele e della sua ragazza Ornella e, quando li vedo farsi largo tra il vociante popolo dei runners, noto un sorriso che lascia trasparire una malcelata tensione, nel cuore e nella mente di un giovanissimo atleta è piuttosto consueto che l’emotività prevalga su inutili e tediose riflessioni filosofiche! Ma siamo qui per divertirci e per rompere il ghiaccio (oltrechè la tensione) cosa c’è di meglio di un pò di riscaldamento? Guadagniamo lentamente i nostri posti in griglia di partenza mentre gli occhi assorbono i colori di questo incredibile carnevale anticipato, aumenta il volume dei decibel e l’iniziale brusio diventa la colonna sonora di un popolo in festa. Allo sparo dello starter Ornella ci congeda perché avrà un ritmo leggermente inferiore al nostro, ma abbiamo ancora diversi secondi prima di metterci in moto e cimentarci in questa corsa nel cuore della storia… finalmente raggiungiamo l’arco di partenza, la nostra corsa di fine anno può avere inizio. Il primo chilometro scorre decisamente lento nonostante alcuni “strappetti” ed improvvisi cambi di direzione, nel complicato tentativo di superare i diversamente veloci (categoria che, per altro, ha tutta la mia ammirazione… nessuno si diverte come i tapascioni!), ma già dal secondo transitiamo a 5’/km, l’andatura che ci siamo prefissi. Attraversiamo Piazza Venezia, percorriamo tutta Via del Corso e giungiamo a Piazza del Popolo, sempre al cospetto di due ali di folla silente, immobile e totalmente estranea all’evento, quasi fosse stata catapultata su un pianeta sconosciuto nel bel mezzo di un profondo letargo… c’è ancora tantissimo da lavorare sulla cultura sportiva del popolo italiano! Il tratto più critico è senza dubbio la salita del Pincio e la pendenza che conduce a Porta Maggiore (km 4 e 5), consiglio a Michele di accorciare il passo e di accompagnarlo con le braccia, mi volto frequentemente per verificare se è in sofferenza ma il ragazzo è granitico, soffre ma stringe i denti. Da Via Veneto si comincia a scendere e senza dirglielo lascio che sia lui a fare il ritmo: nonostante lo sforzo prodotto in salita riesce ad allungare e dal 6° chilometro in poi saremo sempre decisamente sotto ai 5’/km, con il tempo migliore all’8° chilometro, chiuso in 4’25”. Quando manca circa un chilometro mi rendo conto che con uno sprint finale potremmo finire sotto ai 51′, così gli chiedo se ne ha ancora per tentare l’ultimo scatto e, in piena trance agonistica, il buon Michele non mi risponde ma si lancia all’inseguimento del suo momento di gloria percorrendo gli ultimi 290 metri in 4’19” /km. Chiudiamo in 50’57”, 4’58” /km: obiettivo pienamente centrato! Bravissima anche Ornella che arriva dopo circa un quarto d’ora, per niente affaticata e sorridente come sempre! E adesso possiamo abbandonarci a cenoni, trenini e fuochi d’artificio… Non manca purtroppo una nota stonata (anzi due) in questa bellissima giornata di sport: ristoro post gara pressoché inesistente ma soprattutto ritiro borse caotico e gestito malissimo, al punto da lasciare i partecipanti in fila per circa un’ora, matidi di sudore, davanti ai gazebo guardaroba. Davvero inaccettabile.

5 Commenti

  1. Pienamente d'accordo, Fausto! Dal mio punto di vista non dobbiamo mai correre da soli né contro qualcuno, ma sempre insieme a tanti appassionati con cui condividiamo la gioia, la fatica, il divertimento, il senso di appagamento e la soddisfazione quando tagliamo il traguardo.
    Grazie di cuore per i complimenti, anche a nome di Michele!

  2. Nenne, Σκορπιός: ragazzi, così mi fate arrossire e commuovere…!
    I veri miti siete voi, belli gajardi e brillanti, con il vostro entusiasmo e la vostra voglia di fare mi regalate i momenti più belli, altro che medaglie e personal best! E siete pure davvero forti…
    Grande Ornella, non ti nascondo che quando mi hai ribattezzato “Corridore Gentiluomo” mi sono sinceramente emozionato, è un titolo che tocca le corde del cuore, la più grande “onorificenza” che un podista possa ricevere… non penso di meritarlo, ma lo conservo dentro di me e non lo dimenticherò mai. Quanto alla tua gara, cosa dire se non che hai fatto un ottimo tempo senza alcun allenamento… bravissima, davvero!
    Ovviamente grazie infinite anche a te Michele, le bellissime parole che hai speso sul mio conto mi fanno un piacere immenso. Ma, credimi, il merito del risultato che hai raggiunto è soltanto tuo, hai doti atletiche notevoli, inespresse e non coltivate, se avrai modo di allenarti con costanza potrai toglierti grandi soddisfazioni. Non ti ho mai visto in seria difficoltà, nemmeno sul salitone del Pincio… fenomenale!
    Per quanto riguarda il divertimento deve essere il leitmotiv, l'elemento imprescindibile. Correre è divertimento, altrimenti… si cammina!
    Ancora grazie di cuore ad entrambi, siete grandi!

  3. Grande zio, sei un mito! Giornata bellissima, dopo una prova del genere la voglia di iniziare ad allenarsi con metodo è grande, questo 2014 potrebbe essere un ottimo inizio!
    Grazie mille per il supporto durante la corsa, sono risucito a rimanere concentrato fino alla fine grazie ai tuoi consigli… Così “veloce” non avevo mai corso!
    Grazie soprattutto per aver reso tutto divertentissimo, nonostante il fiatone non sono riuscito a trattenere le risate in più di un'occasione!!! Il modo migliore per chiudere l'anno in bellezza… Alla prossima!

    Ps: un grande “buuuuu” per il pubblico freddino e l'organizzazione PESSIMA, un vero peccato. L'emozione di correre sotto al Colosseo, però, batte ogni cosa…

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