Le bacche di Goji

Nel tardo pomeriggio di una giornata primaverile prendo la bici e mi reco al consueto supermercato per acquistare qualche prodotto “fresco”, pane, mele, kiwi e banane. Fin qui nulla di insolito o particolarmente interessante ma, appena entrato nel reparto, noto qualcosa di nuovo che mi incuriosisce: proprio di fronte ai banchi che espongono le cassette della frutta, sono state collocate un paio di grosse ceste che ospitano frutta secca, un genere di alimento che ho cominciato ad apprezzare grazie al podismo. Fanno bella mostra di sé noci, mandorle, pinoli, pistacchi ed alcuni sacchetti contenenti qualcosa di molto simile a piccoli peperoncini. Mi avvicino ed apprendo che in realtà si tratta di bacche di Goji, un frutto selvatico orientale il cui arbusto cresce vigoroso sul Tibet, in particolare in Mongolia. La cucina asiatica ne fa grande uso per arricchire zuppe, condire carni e preparare bevande e tisane e, grazie alle loro proprietà salutistiche ed energetiche, queste bacche sono entrate a far parte della medicina tradizionale cinese. Mah…
Torno a casa e decido di soddisfare questa mia curiosità, così comincio a documentarmi meglio e, ad una più attenta lettura delle proprietà, balza agli occhi l’elevata concentrazione di anti-ossidanti, molto utili agli sportivi perché esercitano una notevole attività antinfiammatoria e nella vita di tutti perché contribuiscono alla prevenzione dei tumori e dell’Alzheimer e svolgono una funzione di anti-invecchiamento della pelle; sono inoltre ricchissime di carotenoidi, proteine, sali minerali, vitamine E, B e C e 18 differenti amminoacidi. Ma non finisce qui… questi piccoli frutti rossi favoriscono lo sviluppo di flora batterica (quante volte in gara vediamo podisti costretti alla resa per problemi intestinali!), rafforzano il nostro sistema immunitario (nel periodo invernale corriamo spesso in condizioni metereologiche pressoché proibitive e, soprattutto, mettiamo il fisico a dura prova con sedute di allenamento pesanti e gare in cui non lesiniamo energie), aiutano ad equilibrare l’indice glicemico e, grazie alla presenza di betacarotene aiutano la vista, mentre la presenza di zinco favorisce la produzione di testosterone… quasi quasi ne prendo un sacchetto!
Ormai da circa quattro mesi ho preso l’abitudine di mangiare quasi ogni giorno qualche grammo di queste preziose e nutrienti bacche dal sapore gradevole, agrodolce, molto simile al mirtillo ed al lampone e che sembrano proprio l’ideale per completare l’alimentazione di un maratoneta… ma anche di alcuni colleghi di lavoro particolarmente curiosi e burloni, che ne hanno apprezzato le indiscutibili qualità tra una battuta e l’altra!
Dimenticavo un particolare non trascurabile: il simpatico alberello che produce le bacche di Goji può anche essere coltivato in vaso su un balcone, è un arbusto rustico che sopporta temperature rigide e può raggiungere i tre metri di altezza. Per la verità durante i primi anni di vita non c’è traccia delle bacche, quindi per goderne sin da subito del frutto è preferibile acquistarne uno con alcuni anni di vita e le bacche già presenti. Penso proprio che presto andrà a fare compagnia alle altre piante sul terrazzo…

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