Walk of Life 2013

Roma, 21 aprile 2013.

E’ domenica mattina, la primavera si è fatta attendere ma da qualche giorno ha cominciato a profumare l’aria e a restituire ai palazzi di Roma il loro caratteristico colore ocra. La città è ancora assopita, sonnecchia e si concede ai molti turisti mattinieri e ai pochi cittadini insonni come farebbe uno dei suoi gatti di Largo Argentina: pigra, silenziosa, ammiccante. E’ una mattina che invita al dolce far niente, da godere passeggiando tra piazze e vicoli senza meta e senza fretta, sorseggiando lentamente un caffè, lasciando libera la mente e riempiendo occhi, anima e cuore degli scorci che la città offre ad ogni suo angolo… Prima ancora, però, da bravo podista quale sono ho un appuntamento al quale non posso mancare: una gara tanto bella quanto dura, la Walk of Life, un appuntamento con la solidarietà e l’aiuto alla ricerca contro il cancro prima ancora che un autentico e pazzesco giro sulle montagne russe del centro storico romano. Si tratta di una gara cui ho partecipato anche lo scorso anno, ma della quale l’edizione odierna conserva solo il nome e ne condivide metà del percorso.
Mentre l’edizione 2012 prevedeva due giri di un tracciato di 5 chilometri tutto all’interno di Villa Borghese, quella del 2013 si sviluppa per i primi 3 chilometri nello stesso, incantevole scenario, salvo poi uscirne per ammirare da vicino le vestigia, i tesori d’arte, gli scenari inimitabili dell’Urbe eterna e rientrarne per gli ultimi 2,5 chilometri.
Starter d’eccezione il presidente di Telethon Luca Cordero di Montezemolo, ciarliero intrattenitore prima del minuto di silenzio dedicato alle vittime dell’attentato di Boston (nessun commento, solo rabbia e sgomento). 
Percorso duro, nervoso e muscolare, con alcune centinaia di metri da percorrere sulla ghiaia, un paio di chilometri sugli immancabili sampietrini, ma soprattutto con continui saliscendi e le durissime salite di Via Capo le Case, Via Crispi e tutto il tratto che da Trinità dei Monti riporta all’interno di Villa Borghese… gambe pesanti, fiato corto ma entusiasmo alle stelle. Sbuffo, sudo, stringo i denti, nella testa aziono il metronomo per darmi il passo, non cedo di un centimetro, non oggi e poco importa se me lo ripeto ogni volta… e poi Piazza del Popolo, Via del Corso, Via dei Condotti, Piazza di Spagna, Via Sistina, Trinità dei Monti, il più bel set cinematografico del mondo merita un attore protagonista e non un comprimario qualunque! E vogliamo forse deludere l’improvvisato e nutrito “fans club” di turisti nippo-francesi che, sorpresi per aver ricambiato con un lungo applauso il loro caldo incitamento a Piazza di Spagna, si sono precipitati sulla scalinata per accogliermi anche a Trinità dei Monti con rinnovato e, se possibile, maggiore entusiasmo? No, magari un’altra volta… in un’altra vita!
Chiudo la mia terza gara in tre settimane agonizzante ma felice, con un risultato bello e inatteso: 41’26” (4’09” min/km), terzo tempo personale sulla 10 km. 
Ed ora ho tutto il tempo per perdermi tra i vicoli della città, abbandonarmi al suo caldo abbraccio, crogiolarmi al caldo sole primaverile facendo le fusa lungo le rive del Tevere, come i sonnacchiosi e meravigliosamente indolenti gatti di Largo Argentina.

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