Medaglie, pettorali e…

…altri ammennicoli, come attestati di partecipazione, fotografie, piatti ricordo e molto altro ancora, sono la concretizzazione del momento di gloria che vive ogni podista allorché taglia la linea del traguardo e raccoglie il frutto di tanto sudare e sbuffare. Eh sì, perché è vero che correre gratifica e fa stare bene fisicamente e psicologicamente per il solo fatto di farlo, ma chiunque trasformi la propria passione in un’attività agonistica e si mette in competizione con se stesso, in realtà fissa un proprio obiettivo, visualizza la condotta di gara da assumere per il suo raggiungimento e, pur non ammettendolo quasi mai apertamente, sogna proprio l’istante in cui ansimante e felice ferma il cronometro sulla linea del traguardo. Pettorali e medaglie congelano quel momento di gloria, lo cristallizzano e gli danno nuova vita ogni volta che vogliamo evocarlo. Certamente non per tutti è così, molti si disfano del pettorale non appena conclusa la gara, altri conservano soltanto quelli che ritengono più significativi o che hanno un maggiore valore affettivo, legati all’esordio nelle competizioni agonistiche, ad una gara molto impegnativa, ad un “personal best”, ad un evento particolarmente felice.
Analogamente avviene per le medaglie: ci sono quelli che le espongono come trofei di guerra (guardate qua, da non credere…), alcuni che le appendono in posti della casa meno frequentati o del tutto inaccessibili, altri che le conservano gelosamente dentro qualche contenitore che diventa una sorta di scrigno o di forziere, altri ancora che invece se ne disfano, regalandole o mettendole a disposizione come montepremi di qualche gioco per bambini. Personalmente conservo i pettorali (che scorrono in uno slide show su questo sito e sono presenti anche nell’elenco delle gare disputate) dentro un album porta listini, appuntando dietro ciascuno data, gara e tempo, mentre le medaglie le tengo all’interno di una scatola, il tutto lontano da occhi indiscreti… cimeli troppo personali, troppo intimi e poi, nonostante questo atteggiamento quasi feticista, devo necessariamente ricorrere ad un pò di antico pudore per contrastare il mio fanatismo latente, pronto a manifestarsi ogni volta che si entra in argomento!

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