La frutta secca

Credo che tutti gli amanti di questo sport abbiano cominciato a realizzare inconsciamente che si stavano trasformando da semplici appassionati a podisti convinti, allorché le endorfine hanno preso il sopravvento invadendo il sistema nervoso centrale e regalando quello stato nel contempo di tranquillità ed euforia al quale diventa difficile rinunciare. Conseguenza diretta e tangibile di questa trasformazione, ecco che improvvisamente proliferano piani di allenamento, nasce l’obiettivo di gareggiare e di farlo con risultati sempre più soddisfacenti, si programmano impegni professionali e privati in funzione del calendario delle competizioni. Personalmente, oltre a tutto questo, ho percepito e preso coscienza di qualcosa che mai avrei creduto fosse possibile mi potesse accadere: un radicale mutamento delle abitudini alimentari, soprattutto l’introduzione di cibi mai presi in considerazione in precedenza… come la frutta secca! Come avrei mai potuto mangiare della frutta secca? Beninteso, in qualità di onnivoro avrei senz’altro potuto ingerire anche quella, ma prima di arrivare a tanto avrei dovuto finire tutte le altre scorte di viveri e ridurmi all’ultima cosa commestibile a disposizione. A partire dal nome, composto dalle parole “frutta” e “secca”, decisamente poco invitanti, passando per la forma ed il colore, che lasciano a desiderare parecchio anche da un punto di vista estetico e finendo al sapore, gradevole sì, ma nulla più…
Ma non ero ancora un podista! Il podista è molto attento a tutto ciò che può aiutarlo ad avere uno stile di vita da atleta irreprensibile, è impossibile che non sappia che la frutta secca, come il pesce, contiene acidi grassi polinsaturi fondamentali per una corretta alimentazione! Per non parlare poi di quanto siano utili mandorle, nocciole e noci, ricche di vitamine, proteine vegetali, sali minerali, sostanze antiossidanti, fibre e grassi essenziali (molto utili a ridurre il livello di colesterolo ematico) da assumere a colazione per una bella carica di energia, così come nei pasti di recupero dopo le lunghe sessioni di allenamento. E poi, di tanto in tanto e con moderazione, si può virare su quella più sfiziosa che strizza l’occhio al sapore, come pistacchi e arachidi. 
Ironia a parte ‘sta benedetta frutta secca fornisce davvero un ottimo apporto energetico e non è affatto male come pensavo fino a un paio di anni fa. Ho preso l’abitudine di mangiarne di tanto in tanto per fare uno spuntino pomeridiano e prima di ogni gara, forse più per una sorta di forma liturgica che per convinzione: una bella colazione energetica con fette biscottate, marmellata, un caffè ed un paio di mandorle e di noci.
E’ proprio vero, quante cose si rivalutano (quando addirittura non si valutino per la prima volta nella vita…) nel diventare podisti, persino la frutta secca!

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