La corsa di Miguel 2013

Roma, 20 gennaio 2013.

Pioggia, caldo (!), tantissima umidità… ma anche 5172 podisti (l’altoparlante l’ha ripetuto non so quante volte…), lo splendido scenario di Lungotevere, Ponte Risorgimento e Ponte Milvio, il percorso pianeggiante, l’arrivo all’interno dello stadio Paolo Rosi e, soprattutto, il ricordo di un atleta e poeta desaparecido in rappresentanza di tutte le altre vittime, circa 30.000, della dittatura argentina. Ho già corso “la Miguel” l’anno scorso in 42’41” e ne conservo un bellissimo ricordo, così parto con l’intenzione di migliorare il mio tempo sulla 10k scendendo sotto ai 41 minuti. Riscaldamento sulla pista dello stadio, inserimento nella griglia con largo anticipo rispetto al via, concentrazione che sale, ma… il cronometro mi avverte che la batteria è scarica! Segnale molto negativo, mi innervosisco al punto che, pur di non venir meno ai miei bellicosi propositi, comincio a chiedere ai podisti in griglia chi ha in programma di tenere un’andatura sui 4’05″… ricerca che si rivela infruttuosa, così allo sparo dello starter mi trovo a correre all’impazzata per cercare di superare il maggior numero di podisti davanti a me e guadagnare lo spazio per prendere il mio ritmo. Sì, ma senza cronometro, quale ritmo?
La risposta assume le sembianze di un bravissimo compagno di squadra che decido di seguire anche se i suoi tempi non sono alla mia portata. Tenere il suo passo può essere molto pericoloso, rischio di “scoppiare” e non finire la gara ma tant’è, ho preso questa folle decisione e sono intenzionato a mantenere il ritmo del mio compagno finché il fisico me lo permette per poi eventualmente gestire gli ultimi chilometri. Poi succede l’imponderabile, ovvero all’ingresso di Ponte Milvio (km 7), la mia “lepre” accusa dolori addominali, si ferma ma trova la forza di incitarmi a non mollare perché sto andando alla grande. Corro gli ultimi 2 chilometri spingendo al massimo delle mie possibilità, cercando di ignorare la fatica e voltando le spalle alla paura di non farcela… poi l’ingresso allo stadio, il megafono che annuncia l’arrivo dei podisti sotto i 40’… sono sotto al traguardo con le braccia alzate ed il cronometro fermato a 39’33” (3’54” min/km)! Il resto è thè caldo, biscottini alle mandorle ed un’altra piccola, grande gioia regalata da uno sport che rende campione anche chi campione non è.

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