Maratona di Firenze 2012

Firenze, 25.11.2012

Premetto che non sarò breve ma, al netto delle cose importanti della vita, l’emozione vissuta domenica 25 novembre 2012 a Firenze in occasione della mia prima Maratona è stata con tutta probabilità la più grande ed intensa in assoluto. Mai come in questa circostanza sento la necessità di condividere la mia immensa gioia con gli appassionati di questo meraviglioso sport, la voglia di essere da stimolo a chi è incerto se cimentarsi o meno sulla distanza regina (i famosi km 42,195 della Maratona, per l’appunto), l’esigenza di dare libero sfogo ad un (credo) inevitabile compiacimento.

Chi mi conosce sa che mi piace fare le cose con calma e la partecipazione a questo evento non sfugge alla regola (andare piano, il colmo per un podista!): da una parte non vorrei sottopormi ad un’affannosa corsa contro il tempo, dall’altra voglio vivere, assaporare e godere ogni istante di questa avventura che tanto ho desiderato.
Parto in treno da Roma sabato 24 poco dopo le 12, arrivo a Firenze Santa Maria Novella intorno alle 14:10 ed alle 14:30 sono nella spaziosa camera del bed & breakfast che mi ospita. Breve sosta ed esco per andare all’Expo per il ritiro del pettorale e del pacco gara e, dopo pochi metri, eccomi alla fermata dell’autobus n. 10 dalla quale, tra un nugolo di podisti eccitati e festanti, scorgo il meraviglioso Campanile di Giotto… capisco una volta di più, qualora ce ne fosse stato bisogno, che le prossime 24 ore saranno un crescendo inarrestabile di emozioni. Nonostante sia alla diciassettesima gara stagionale, nel momento in cui ricevo il pettorale un veloce brivido accompagnato da una piccola contrazione dei muscoli addominali mi colgono di sorpresa, evidentemente comincio a prendere coscienza dell’avvicinarsi dell’evento. Una curiosità: diversi atleti stranieri mi chiedono indicazioni ed informazioni di vario genere e mi diverto tantissimo a fare gli onori di casa quasi fossi fiorentino di nascita! Il pomeriggio in compagnia di mio nipote Michele e della sua ragazza Ornella è piacevolissimo e divertente: ci confondiamo nel fiume di persone che affollano il centro storico e ci lasciamo trascinare dalle suggestioni di una città d’arte stupenda che, sebbene conosca piuttosto bene, mi coinvolge e stupisce ogni volta che torno. Arriva il momento di cenare e, come spesso mi accade, a tavola non lesino energie: bruschette al pomodoro, pizza margherita, torta cioccolato e pere, caffè… d’altra parte devo fare il carico di carboidrati e zuccheri! La giornata volge al termine e a malincuore riprendo la strada del bed & breakfast dove prendo sonno dopo l’una di notte; mi capita molto spesso, ma stavolta vengo assalito dai dubbi e prendono corpo il terrore ed il rimorso di aver osato troppo. Sveglia alle 5:30, colazione con caffè e fette biscottate con marmellata, doccia rigenerante e via, verso l’impresa distante km 42,195. Questo doveva essere il racconto della mia prima Maratona ma quello che ho descritto è stato l’antefatto, la vigilia piena di entusiasmo e felicità, l’attesa trepidante e incosciente allo stesso tempo, la voglia di esserci e di farcela. Dal momento dell’ingresso alla griglia di partenza ho invece ricordi frammentari: alcune lacrime traditrici, uscite furtivamente, al via dello starter, le ali di folla lungo tutto il percorso di gara, gli applausi, le grida di incitamento, i “forza”, i “bravo”, i “daiiiiiiii”, gli striscioni, i bambini con le loro piccole mani protese per dare il “cinque”… e il ricordo di aver risposto battendo le mani a tutti quelli che me le battevano, ringraziando tutti quelli che mi incitavano, sorridendo a tutti i giovanissimi tifosi e sfiorando le loro manine gridandogli a mia volta “bravoooo”, salutando chiunque stesse lì per aiutarmi a scrivere quelle 42 pagine della mia storia di podista e maratoneta… Poi l’immagine finale con l’ingresso in Piazza Santa Croce, l’ultima curva, il rettilineo sul tappeto azzurro che sembrava accompagnare l’incedere delle gambe e le tribune gremite di gente entusiasta che mi ha letteralmente catapultato oltre il traguardo. Ce l’ho fatta, ce l’abbiamo fatta… in 3:31’37”, con un’andatura ed una progressione che non avrei mai immaginato ed una media finale di 5’01” min/km! Grazie a tutti i familiari e le persone che mi supportano e sopportano, alla gente ed alla città di Firenze, allo splendido Gruppo Sportivo Bancari Romani di cui faccio parte, a tutti i podisti che non sono mai avversari ma sempre i primi tifosi.
Andrea, Maratoneta grazie a voi.

Be the first to comment

Leave a Reply